martedì 5 febbraio 2008

Io sto fumando.



Solo oggi riesco a stare davanti al pc, ho avuto un’influenza che mi ha costretto a letto per tre giorni. Ancora non ho preso coscienza del mio corpo in salute, ma tento di fare dei passi in avanti verso una forma ottimale. La causa della mia influenza va attribuita ad un mio adorabile vizio: il fumo.

Durante il ballo in maschera nella Villa Settecentesca del barone X, per ossigenare i polmoni si era costretti ad andare in giardino. Quella sera bevendo tanto, era evidente che la maggior parte del mio tempo trascorresse in quella finta area fumatori, tranne un unico momento in cui il mio corpo vestito da Regina Maria Antonietta senza sigaretta, dovette trovarsi nel grande salone, in presenza del suo Ginecologo.

Questo avvenimento fu perturbante, un faccia a faccia in un luogo non protetto dal segreto professionale, il pudore sotterrato in una maiolica con contorni oro.
Ero mortificata, lui invece continuava a parlarmi fissandomi negli occhi, aveva visto le parti intime di Maria Antonietta, si sentiva un privilegiato.
Ad un tratto mi sono congedata, sono fuggita via. Ma è possibile a 30 anni vergognarsi ancora del proprio ginecologo?
Niente raviola stasera.

sabato 2 febbraio 2008

Un caffè da Starbucks.

Ho cercato di mettere un po’ a posto casa, naturalmente con i miei miseri risultati da Reginetta Monca, ma almeno ha una parvenza d’ordine.
Sta per arrivare Magistrato Mancato, dobbiamo andare in un negozio di costumi per affittare una maschera per stasera, mi è difficile immaginare Catania come Venezia, ma sono entrata nella parte.
A Mancato al telefono le dico ci vediamo lì, lei mi risponde no passo da casa tua ci prendiamo un caffè e andiamo, lo prendiamo fuori le suggerisco, ma lei come se io non avessi detto nulla continua come un caterpillar bulldozer replicando tra un’ora sono da te.
Una cosa che ho notato qui è che la gente vuole entrare nella tua intimità, a tutti i costi, imponendo la propria posizione sia fisica che di opinione sempre. Così dolcemente arrabbiata le ho replicato va bene metto su il caffé, e lei a quel punto mi dichiara perentoria lo prendiamo fuori.
Non ho detto più nulla, adesso aspetto che arrivi, chissà se dove andiamo c’è anche una raviola alla ricotta.


venerdì 1 febbraio 2008

L a mattina ha l’oro in bocca e la confusione nel cervello.


Buongiorno, sono già in studio, sono una designer d’interni. A Milano era una professione, qui no, ti chiamano arredatrice con un tono di "ma che ci vuole."
Come se non bastasse continuano dicendo che la nipote è bravissima , poi hanno una zia brava pure lei, poi una figlia, poi scopri che anche loro sanno fare il tuo lavoro.
Poi continuano, allora è architetto, tu rispondi di no, e da quel momento per loro non sei più nessuno, non sei più niente senza titolo, neanche un arredatore come il nipote di tre anni, bravissimo anche lui già si vede.
Questo tutti i giorni da quando sono qui, per fortuna continuo a collaborare con lo studio di Milano.
Qui ho arredato delle case, da premettere che a Milano arredo solo locali, negozi, attività commerciali con un posizionamento "Vibe".
Immaginate invece che a Catania ho dovuto arredare la casa di un cugino di mio marito magistrato, con una moglie magistrato mancato perché non ha superato l’esame, che si è sposata con lui, il magistrato, per non accentuare troppo a se stessa che l’esame non l’ha superato, due magistrati in famiglia sarebbero stati troppi.

Il suo gusto antico cozzava un po’ con la scelta dei miei materiali, delle miei linee, di tutto il progetto insomma.
Allora mi sono detta che faccio le vomito addosso questa sua visione borghese dell’arredamento, oppure le faccio il disegno seguendo le sue istruzioni? Le ho vomitato addosso le sue idee attempate esprimendo la mia completa stima in una mente così innovativa, avanti rispetto ai tempi, soluzioni degne di Zev Perlmutter.
Che tristezza il bagno, uno scempio, tutto Bisazza, o Basizza come lo chiama lei, un bagno in completo stile fine anni 90.
Scusate per caso avete visto una raviola con ricotta.

mercoledì 30 gennaio 2008

Reginetta Della Casa Monca

Sono la Reginetta Della Casa Monca, devo parlarne con qualcuno.
Tenersi tutto dentro non funziona più, oggi i problemi per esorcizzarli devono essere di dominio pubblico .
Da qui il mio sogno ricorrente: mio marito, prima di strozzarsi con una raviola alla ricotta, mi guarda in tv.
Io dal Maurizio Costanzo Show, seduta sulla potroncina, gli spiego dettagliatamente il grafico sull’andamento della nostra crisi, mentre Franco Bacardi al piano accompagna le mie slide con un do.
In sala il pubblico batte le mani a caso, anche su una e congiunzione, ma l’intervallo pubblicitario interrompe la puntata, e io mi sveglio, senza vedere che fine ha fatto la raviola.